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I 5 CIBI PIU’ PERICOLOSI DELLA STORIA

I 5 CIBI PIU’ PERICOLOSI DELLA STORIA

E’ diffuso oggi parlare di controllo sul cibo, di certificazioni protette e di analisi in laboratorio, ma non è sempre stato così. Nella storia, infatti, tanti sono i piatti che hanno fatto più danni che portato vantaggi e noi abbiamo radunato qui i 5 più pericolosi di sempre.

RABARBARO. E’ un prodotto asiatico, importato in Europa solo di recente, era originariamente utilizzato per  un fine diverso da quello nutritivo. I medici cinesi lo avrebbero iniziato a studiare e quindi far coltivare attorno al 2.600 a.C. Interessati non tanto della pianta, quanto invece delle foglie. Infatti presto i cinesi scoprirono che aumentandone l’assunzione, si manifestavano proprietà lassative ed interferenze agli apparati digerentie, circolatorio ed escretore, sino ad avvelenare la persona. All’epoca qualunque cosa potesse avvelenare il nemico era ben accetta.

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PANGIO. E’ una pianta molto diffusa in Indonesia e nel sud-est asiatico, così che i suoi semi sono diventati presto un prodotto culinario diffuso nelle zuppe e nei secondi piatti. I nazisti però ne scoprirono un secondo utilizzo, infatti se lasciato due mesi sotto foglie di banana e cenere, presentava tracce di HCN, ovvero un liquido velenoso che portava presto alla morte.

CASU MARZU. Se andate in Sardegna qualche anziano vi parlerà ancora di questo formaggio, che però la Comunità Europea ha vietato per una caratteristica peculiare: era prodotto consentendo alle mosche di colonizzarlo, che portavano la depositazione di larve, le quali lo facevano fermentare. Il problema è che se le larve arrivano vive al nostro intestino, sono guai.

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HOT DOG. Forse questa notizia non vi farà piacere, ma secondo gli studi dell’American Academy of Pediatrics il 17% delle asfissie nei bambini con meno di 10 anni sono causati proprio dagli hot dog.

ACKEE. E’ un frutto tipico delle isole caraibiche, in particolare lo troviamo ad Haiti, Giamaica, Cuba e Repubblica Dominiciana. Il frutto è succoso e molto buono, peccato che i suoi semi siano velenosi, così bisogna toglierli prima di mangiarlo. E’ un procedimento abbastanza semplice, ma non è tutto, infatti se il frutto non fosse maturo, presterebbe ancora parti tossiche.

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About The Author

Orazio Giannone

Autore italiano del thriller storico: “I delitti del Duomo Modena”. I suoi libri raccontano di curiosità e di miti dimenticati. Socio ACIMS & collaboratore redazionale.

“Posso solo dire di essere un sognatore, l’unico motore che ti può portare lontano”.

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