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A tavola con i Romani

A tavola con i Romani

Se fossimo vissuti al tempo degli antichi romani, cosa avremmo mangiato? Niente pasta, niente pizza e niente parmigiano, praticamente niente cibo italiano. Al tempo dei romani noi italiani non eravamo famosi per la buona tavola, ma più che altro per la capacità di copiare le culture culinarie di altri popoli. Una sorta di americani che al posto dei ristoranti etnici, avevano gli schiavi etnici che preparavano loro i piatti delle loro terre di origine.

LA COLAZIONE. Qualcosa però è rimasto dall’epoca, per esempio l’uso di pranzo e cena, o il concetto di colazione, anche se non tutti se la potevano permettere. All’epoca la colazione era chiamata jentaculum, consumata in camera da letto e consisteva in pane o focaccia insieme a vino o latte, insieme a frutta dolce come i dateri, a miele, uova e formaggio. In pratica sembrava più simile ad una colazione nordica.

portate

IL PRANZO E LA CENA. Il prandium avveniva alle ore 11.00, era leggero e veloce, dove si preferiva pane e formaggio, alla carne. Il tutto era pensato per lasciare spazio al pasto più importante della giornata, cioè la cena, che iniziava alle ore 18.00 e durava da una a quattro ore, il tutto dipendeva da quanto si era ricchi. All’epoca era usuale che un metro di misura della ricchezza fosse la quantità di cibo che veniva offerta agli ospiti, tra carne, verdure, uova e frutta, con abbondanza di spezie e salse.

Cattura

CIBI IN VOGA ALL’EPOCA. Tra le salse c’era il garum, cioè la colatura di alici, ma anche salse con aceto, miele, pepe, erbe e spezie. Usuale tra le bevande dolci era il mulsum, che si otteneva facendo bollire il vino con il miele. Tra le prelibatezze degli antichi romani c’era l’isicia omentata, cioè un hamburger di carne tritata, mollica di pane bagnata nel vino,  bacche di mirto, pinoli, pepe, omento e mosto cotto.

About The Author

Orazio Giannone

Autore italiano del thriller storico: "I delitti del Duomo Modena". I suoi libri raccontano di curiosità e di miti dimenticati. Socio ACIMS & collaboratore redazionale. "Posso solo dire di essere un sognatore, l'unico motore che ti può portare lontano".

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