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Borgo Mozzano e il ponte del diavolo

Borgo Mozzano e il ponte del diavolo

Le continue piene del fiume Serchio distruggevano puntualmente i ponti lungo il suo corso. Un problema per mercanti e signori della Lunigiana che si vedevano costretti a lunghi giri per passare da una riva all’altra. Per far fronte a questa situazione, nel XII secolo si decise, con l’approvazione della contessa Matilde di Canossa, la costruzione di un grande ponte in grado di resistere alla furia del fiume. Il progetto fu affidato a un capo mastro della zona, rinomato per la bravura e puntualità nelle consegne.

All’inizio dei lavori tutto sembrò andare per il meglio. Dopo qualche tempo, però, si cominciarono ad avere contrattempi di ogni tipo che causavano ritardi su ritardi. Il capo mastro si mostrava, a ragione, molto preoccupato. Il ponte era così importante che i committenti non avrebbero accettato nessuna dilazione dei tempi, anzi, la punizione per un eventuale ritardo sarebbe stata esemplare: il carcere e forse anche la morte.

La data prevista per la fine dei lavori si avvicinava inesorabilmente, ma di progressi neanche l’ombra. Il capo mastro era vittima della disperazione. Senza più il conforto del sonno, trascorreva lunghe notti insonni al cantiere. Durante una di queste, scorse una strana figura che avanzava nella nebbia. Era un uomo distinto che camminava senza fretta, come se tutto il tempo del mondo fosse a sua disposizione.

Il capo mastro non riuscì a dire nulla. Il nuovo arrivato invece parlò: “Lascia che sia io a costruire questo ponte per te. Sarà una costruzione senza eguali: i prìncipi ti onoreranno e gli architetti perderanno il sonno cercando di capire quale prodigio fa stare in piedi una tale meraviglia. Togliti questo peso dal cuore. Domani mattina il ponte sarà pronto e la tua gloria non conoscerà confini. In cambio ti chiedo solo una piccola cosa…” L’uomo misterioso era il Diavolo venuto a proporre un patto difficile da rifiutare: il ponte pronto quella notte stessa in cambio dell’anima del primo passante che lo avesse attraversato. Il capo mastro, allettato dall’offerta, accettò.

Ponte-del-Diavolo

Il Diavolo fu di parola. Quando le nebbie del mattino si diradarono, il capo mastro poté ammirare un ponte di pietra, alto, possente da poter reggere per secoli, eppure, così leggero da lasciare senza fiato. Nessun uomo avrebbe mai potuto realizzare un simile splendore e già s’immaginava le onorificenze che avrebbe ricevuto, ma subito dopo quel patto scellerato cominciò a rivelare tutto il suo orrore. Chi sarebbe stato il primo ad attraversare? Un bambino, una povera donna, un vecchio piegato in due dalla fatica? Che orrore! Un’anima costretta a dannare all’inferno in cambio di un ponte di pietra.

Chi sarà il primo ad attraversare il ponte?

Il capo mastro si tormentava per quella scelta avventata. Prese a camminare nervosamente avanti e indietro fino a quando un’idea gli balenò in testa. Corse via e tornò dopo qualche minuto insieme a quello che sarebbe stato il primo passante del ponte. Senza indugi, anzi sorridendo compiaciuto, con un calcetto spinse il suo accompagnatore ad attraversare il ponte. Il diavolo montò su tutte le furie quando vide la scena, perché non era un uomo quello che stava attraversando il suo ponte, ma un maiale! Sì, proprio un porcellino rosa e grassoccio.

Il Diavolo sbuffò e diede due grossi spintoni al ponte nel tentativo di buttarlo giù, ma l’aveva costruito così bene che la struttura resistette benissimo. Non gli restò che afferrare il maiale e gettarsi nelle acque del fiume Serchio scomparendo per sempre. Il capo mastro si prese ovviamente tutto il merito della costruzione e visse una lunga e rispettata vita. Gli abitanti di Borgo a Mozzano, però, dovevano aver sospettato qualcosa perché per tanto tempo tutti facevano un giro largo, evitando di attraversare il ponte. Nel dubbio, non si sa mai. Il Ponte della Maddalena è una straordinaria opera d’ingegneria medievale. I lavori per la sua costruzione furono ordinati, probabilmente, dalla contessa Matilde di Canossa nel sec. XII, ma il suo aspetto attuale è dovuto a una ricostruzione eseguita dal condottiero Castruccio Castracani due secoli dopo.

Nel XVI sec. prese il nome di Ponte della Maddalena dalla presenza di un oratorio con la statua della santa sulla sponda sinistra. Tuttavia, il nome con il quale è da sempre noto è quello di Ponte del Diavolo. Il motivo va ricercato nella credenza medievale per cui tutte le opere architettoniche che non rispettavano i canoni dell’ordine e della simmetria erano attribuite al maligno. Il ponte dalla struttura con arcate asimmetriche e un’accentuata forma a “schiena d’asino” era, in effetti, contrario all’armonia con la quale si costruivano i luoghi sacri come chiese e cattedrali e fu presto ritenuto di origine demoniaca.

L’arcata centrale del ponte, larga 40 metri e alta 18, è in grado di suscitare ancora meraviglia con la sua forma slanciata che sembra sfidare la forza di gravità. Le arcate sono in tutto cinque, anche se una fu ricavata agli inizi del ’900 per il passaggio della rete ferroviaria.

FONTE: http://galganofilmtour.it/ponte-del-diavolo-a-borgo-a-mozzano.html

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Tommy.Cantafio

Presidente & Fondatore dell'A.C.I.M.S MisteriDellaStoria.com Specialista IT Microsoft, programmatore e Web-designer. Nel tempo libero mi dedico alle mie due più grandi passioni; ovvero la storia e l’informatica; tanto che ho deciso di realizzare questo sito. Mi avvalgo di quelle che sono le mie ” potenzialità ”di progettatore e web designer e collaboro con i miei più fidati amici.

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