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Il mistero della nostra prigione

Il mistero della nostra prigione

Negli ultimi 2000 anni, la maggior parte delle persone ha anteposto al naturale bisogno di conoscenza, il più semplice, ed apparentemente meno dispendioso, “affido” alla volontà divina; evitando così di sobbarcarsi di impegni, fatiche, e compiti ardui, che avrebbero permesso alla società di compiere un passo evolutivo non indifferente.

Il sacrificio, altro non è che un abbandono di uno stato d’immutata natura, il lasciare le proprie abitudini, il voltarsi a ciò che un tempo era conosciuto.

Seguire i cosiddetti “messia”, i “profeti”, i “santoni”, che nel susseguirsi dei secoli si sono presi gioco dei popoli, facendo leva sull’ignoranza che limitava la capacità di giudizio delle persone, ha portato l’umanità ad un loop costante, nel quale il ripetersi degli accadimenti, altro non fa che annullare la singolarità delle persone.

Oggigiorno sempre più coscienze si stanno risvegliando, stanno dando luce a ciò che prima era velato da una sottile ombra voluta dai detentori del potere.

I sacerdoti in primis, i sovrani ed i politici poi, hanno sempre fatto da padrone in un mondo nel quale la minaccia di una punizione corporale, o addirittura spirituale, e di conseguenza eterna, limitasse il raggio d’azione di tutti coloro che erano pronti al risveglio, annullando la loro capacità di giudizio e di azione.

Questo meccanismo è durato nei secoli, e l’uomo si è così auto-creato una prigione di ignoranza, dalla quale lui stesso non vuole uscirne per paura di essere diverso dal resto delle persone.

Quando la ripetizione diventa autonomia, essa è parte dell’istinto. Il continuare a ripetere una determinata bugia, farà si che questa diventi realtà per l’oratore.

Non si hanno più bisogno di guardiani, in quanto i prigionieri stessi, sono a loro volta custodi della loro limitata realtà.

È un po’ come l’esperimento delle scimmie: quando un gruppo di scimmie viene messo in una gabbia, ed in cima ad essa si trova un casco di banane, le scimmie cercano di lavorare per il raggiungimento del loro obiettivo. Ma se il guardiano, alla scala che porta al frutto, scarica corrente elettrica da stordire il primate, ebbene esse dopo qualche tentativo, rinunceranno alle banane.

Col passare del tempo, sostituendo una alla volta le scimmie autoctone con delle nuove, si noterà che per evitare che il nuovo arrivato subisca lo stesso trattamento, gli si impedirà di arrivare al bene, anche ricorrendo alla violenza. La cosa si ripete ad ogni nuovo ingresso, cosicché, quando non ci saranno più primati originali, ma solamente nuovi innesti, d’istinto essi rinunceranno a raggiungere l’obbiettivo.

Tornando ai giorni nostri, vediamo come diversi autori, da Sitchin a Biglino, cercano di riportare alla luce, quella verità che non solo è stata celata per il progredire di pochi, ma è anche alla portata di tutti, ma ormai assuefatti dalla corrente (vedi l’esperimento della scimmia di qui sopra), non siamo in grado di leggere nemmeno ciò che c’è scritto in testi come l’Antico Testamento, ai reperti archeologici rivelati, alle testimonianze di disegni in epoca preistorica scolpiti sulle pareti, e di dipinti medievali.

Si cerca quindi una possibile realtà alternativa a quello che è l’oggettività della cosa in evidenza.

Quindi si arriva addirittura al negare davanti all’evidenza per paura di essere mal giudicati.

Ciè chi invece, cerca di venir fuori mischiando le due realtà, facendo sì che ci si discosti da un concetto di puro cattolicesimo, ad un aspetto più metafisico, si torna anche ad abbracciare un idea politeista. Ma non è questo il punto. Ognuno è libero di credere a ciò che meglio crede, se questo lo può rassicurare, ma fatto gravissimo, è il continuare a mentire ciecamente a sé stessi unicamente per non andare contro corrente.

Che sia frutto di un esperimento genetico, che sia frutto dell’amore di Dio, che sia un’evoluzione naturale da un primate, che sia ciò che sia, l’uomo al momento, purtroppo, altro non è che un essere confuso, che non è in grado di percepire quale sia la verità, ma non la verità assoluta, ma bensì la verità che lo porti a compimento del proprio percorso terreno, che stimoli la propria creatività, che dia vigore e nuova energia creatrice a ciò che è!

Non traggo conclusioni, ma semplici osservazioni:

Se l’uomo è frutto di un esperimento genetico tra una specie terrestre ed una extraterrestre, allora noi siamo in grado di poterci evolvere al meglio e far venir fuori tutte le nostre capacità latenti dateci dai nostri creatori.

Se l’uomo è figlio di Dio, allora anch’esso può ambire ad un’evoluzione migliore.

Se l’uomo è un’evoluzione naturale da un altro primate, allora siamo in grado di migliorarci ancora.

L’errore che commettiamo, è quello di dare tutto per scontato, e che ci siano altri per “fare al nostro posto”.

È ora di uscire da questo loop che ci sta poco alla volta consumando, e di cominciare a sviluppare ognuno le proprie capacità, non considerando l’opinione altrui, e soprattutto, non limitando la propria immaginazione, perché se puoi immaginarlo, puoi farlo!

 Seguiranno altri approfondimenti: Alessandro Zattiero of course…

About The Author

Alex Zattiero

Staff – Giornalista pubblicista – Redazione MisteriDellaStoria
Le sue esperienze in giro per il mondo lo portano a maturare come persona, e professionalmente come scrittore. È infatti autore dei libri di filosofia: “La Nuova Via del Bushido” e “Lo Sviluppo dell’IO”; lavora come giornalista pubblicista presso alcune testate, ed è appassionato di arti marziali, tra tutte il Judo, che pratica da quando aveva 12 anni.

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