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Il teschio del destino

Nel 1927 una spedizione archeologica si inoltra nella giungla del Belize per studiare alcune rovine Maya. La spedizione è guidata da Frederick A. Mitchell-Edges, archeologo, esploratore, giocatore d’azzardo, avventuriero. La sua passione per le civiltà precolombiane lo aveva portato ad esplorare il centro america alla ricerca delle tracce di antiche civiltà. Nei suoi spostamenti aveva incontrato un’orfana Ann le Guillon, e l’aveva adottata legalmente. La spedizione aveva portato alla luce le rovine di un’antica città Maya, Lubaantum. Durante questi scavi venne scoperto un oggetto unico nel suo genere. Pesava 5,19 chili, era alto 13 centimetri, largo altrettanto e lungo 18. Si trattava di un teschio ricavato da un unico pezzo di puro cristallo di rocca trasparente con bellissime venature. Gli occhi avevano la forma di un prisma, al cranio mancava però la mandibola che fu ritrovata solo alcuni mesi dopo. Gli indigeni riconobbero nel cristallo un’antica divinità con un enorme potere, quello di guarire le malattie. Ma portava con se anche una grave maledizione. Quando la spedizione lasciò la città gli indigeni donarono il teschio a Mitchell in segno di amicizia. Tutto questo è raccontato nel libro di Ann Mitchell-Edges, un libro che lascia parecchi interrogativi: perché nelle foto della spedizione non si vede Ann? Che tipo di divinità era quella raffigurata dal teschio?


Ann aveva al momento del ritrovamento 17 anni, nel suo libro afferma di essere stata lei a ritrovare il teschio. Possiamo considerare o meno la storia del ritrovamento del teschio attendibile, ma una cosa è sicura, si tratta di un oggetto fuori del comune. Nel suo libro “Danger My Ally” Mike Edges scrisse “Portammo con noi anche il sinistro Teschio del Destino su cui molto e’ stato scritto. Ho delle buone ragioni per non rivelare come questo oggetto venne in mio possesso. Il Teschio del Destino e’ fatto di puro cristallo di rocca e secondo gli scienziati ha richiesto l’opera di centocinquant’anni di lavoro per essere ultimato; generazioni dietro generazioni hanno dedicato tutti i giorni della loro vita per molare pazientemente l’enorme blocco di cristallo da cui e’ stato ricavato un cranio perfetto. Il pezzo risale almeno a tremilaseicento anni fa. Secondo la leggenda, veniva usato dal grande sacerdote dei Maya per compiere riti esoterici. Pare che quando il sacerdote invocava la morte per mezzo del teschio, non ci fosse dubbio che la morte arrivasse. E’ stato descritto come la rappresentazione del male, ma io non desidero spiegare questo fenomeno.”
Secondo gli studiosi la lavorazione del teschio potrebbe essere avvenuta con una lenta erosione con acqua e sabbia fatta da abili artigiani che avrebbero impiegato appunto centocinquan’anni per terminare il loro lavoro. Ma a quale scopo almeno quattro generazioni avrebbero dovuto compiere un simile lavoro?
Il reperto di Ann Mitchell non rimane unico a lungo. Altri teschi simili vengono rinvenuti. Nel Museum of Mankind di Londra (una sezione del British Museum) si può ammirare un’opera altrettanto pregevole: un cranio la cui lavorazione viene attribuita alla cultura azteca del primo periodo coloniale. In realtà nulla si sa sull’origine di questo cranio se non che fu acquistato dal museo nel 1898 da Tiffany, il notissimo gioielliere di New York. Alcuni sostengono che il teschio facesse parte del bottino di un non meglio precisato mercenario del diciannovesimo secolo, ma sfortunatamente mancano ulteriori dettagli sulla vicenda. Si narra che osservando intensamente le sue orbite si riuscisse a intravedere orribili figure in movimento… Semplice suggestione? Un gioco di riflessi? E’ probabile. Anche il teschio di Ann possiede gli stessi poteri, tanto che viene conservato avvolto in un panno viola. Entrambi i teschi sembrano fatti dalla stessa mano e con il medesimo cristallo, ma tale cristallo, secondo gli studiosi, non è presente in Messico. Si tratta dunque di un falso? O la sua origine è dovuta ad una civiltà ancora sconosciuta?

Ma come abbiamo detto vi sono altri teschi simili, uno è conservato al Musée de l’Homme a Parigi e un altro allo Smithsonian Institute di Washington, mentre tra gli appartenenti a collezioni private vi sono quelli di Jo-Ann Parks, del “detective psichico” Nick Nocerino e dell’aristocratica creola Norma Redo.
Tutti i teschi possiedono le medesime caratteristiche e gli stessi poteri. Servivano come iniziazione mettendo l’osservatore di fronte alle sue paure più nascoste? O per mantenere i fedeli soggiogati dalla paura della morte?

Secondo una leggenda i teschi sarebbero tredici e destinati a riunirsi per dare inizio a una nuova era in una data attualmente fissata per il 21 dicembre 2012, ovvero alla fine del Conto Lungo del calendario Maya iniziato il 13 agosto 3114 a.C.
Non sappiamo se questa leggenda abbia dei fondamenti di verità e non abbiamo la pretesa di addentrarci in ipotesi e calcoli di dubbia utilità. E’ però vero che, se per un singolo teschio era stata stimata una lavorazione di centocinquant’anni, per tredici teschi il tempo si dilata enormemente. C’è da chiedersi chi mai avrebbe avuto interesse ad impiegare così tanto tempo per creare simili manufatti e quale scopo lo abbia spinto in tale lavorazione.
Forse esiste una risposta. Nel museo di Oaxaca viene conservato un oggetto rinvenuto a poca distanza dalla città. Un monile in oro massiccio raffigurante una divinità con la testa di teschio sul quale sono incisi dei simboli, dei glifi di origine mixteca. Per alcuni si tratterebbe di una data (quella della leggenda?), secondo lo scrittore Von Daeniken si tratterebbe di un circuito elettrico. Ma chi poteva dare agli Aztechi o ai Maya nozioni tanto avanzate? Extraterresti? O una civiltà più antica? “Nell’America centrale le colonie di Lemuria prosperarono per migliaia di anni e mantennero la cultura della madrepatria per molto tempo ancora dopo la distruzione di Mu” (Gli extraterrestri e le civiltà scomparse – Armenia, 1974)
L’unica risposta potrà o potrebbe giungerci nel 2012, l’anno in cui il nostro destino dovrebbe essere segnato da una svolta planetaria.
E’ forse questo il compito del teschio e dal quale prende il nome? Ricordarci il nostro destino, la nostra mortalità?

Fonte : http://www.lostinn.com/lworld/teschio.htm

About The Author

Tommy.Cantafio

Presidente & Fondatore dell’A.C.I.M.S MisteriDellaStoria.com

Specialista IT Microsoft, programmatore e Web-designer. Nel tempo libero mi dedico alle mie due più grandi passioni; ovvero la storia e l’informatica; tanto che ho deciso di realizzare questo sito. Mi avvalgo di quelle che sono le mie ” potenzialità ”di progettatore e web designer e collaboro con i miei più fidati amici.

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