Select Page

IL QUADRO DI HITLER CHE ISPIRO’ LA PAZZIA

IL QUADRO DI HITLER CHE ISPIRO’ LA PAZZIA

Quando si parla di Adolf Hitler si parla sempre della crisi del ’29, della Seconda Guerra Mondiale e dell’Olocausto degli ebrei, ma sono in pochi a sapere che nessuna parola è mai appartenuta ad Hitler come “arte”. Il giovane Adolf provò più volte ad entrare nell’Accademia d’arte di Vienna quando era giovane e tutte le volte fu rifiutato, perché i suoi disegni mancavano di espressione personale ed erano troppo rigidi.

Isola dei Morti III

Di tutte le opere d’arte che piacevano ad Hitler, una in particolare ha modificato per sempre la sua storia e quella del mondo, si tratta de “L’isola dei morti” di Arnold Bocklin. Raffigura una sterile isola di roccia e alberi, avvolta in una torbida nebbia e che viene raggiunta da una barca a remi su cui sta in piedi un essere bianco, simile ad un fantasma.

Niente di diverso da altri quadri romantici e decandetisti dell’epoca, ma Hitler trovò in questo qualcosa che non aveva mai visto da nessun’altra parte. Perché ad affascinare il dittatore tedesco non fu tecnica di realizzazione, ma la componente psicologica legata a quell’immagine. Lo stesso Boecklin ammise che quel dipinto doveva far sognare chi lo guardava, infatti così gli era stato chiesto dal committente.

Immagine 403

Hitler non cominciò la sua asce al potere in una birreria di Monaco di Baviera, come i libri di scuola ci vogliono far credere, ma presso un movimento occultista e germanista, fortemente razzista, che prendeva il nome di Thule. Tra i suoi adepti vantava il nome dell’occulista Svedenborg, che Hitler conosceva bene, secondo cui “la vita è un sogno” e solo svegliandosi si può capirne il senso. Ma svegliarsi dalla vita cosa significa?

Hitler disse che quel quadro lo aveva ispirato ad un progetto più grande della stessa guerra mondiale, un progetto che si sarebbe consumò nel castello di Wewelsburg, il castello delle SS, ossia il sacro tempio della religione nazista. In quel luogo 12 ufficiali SS bevevano il sangue di Hitler e rinnovavano la loro lealtà al Furher, e per il solstizio d’inverno, venivano portati presso le rocce vicine al castello e, dopo essere stati addormentati con droghe, erano posti a dormire in sacrofagi aperti scavati nella roccia.

hitlerribbentropmolotov

Quello era il “risveglio dalla vita” e nessun quadro più dell’Isola dei Morti di  Bocklin avrebbe potuto ispirare luoghi e miti così oscuri e così trascendentali.

About The Author

Orazio Giannone

Autore italiano del thriller storico: “I delitti del Duomo Modena”. I suoi libri raccontano di curiosità e di miti dimenticati. Socio ACIMS & collaboratore redazionale.

“Posso solo dire di essere un sognatore, l’unico motore che ti può portare lontano”.

1 Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Recent Tweets

Recent Videos

Loading...