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I misteri che si celano dietro le opere d’arte

I misteri che si celano dietro le opere d’arte

Molti dei dipinti più famosi dell’arte nascondono, celati tra disegni e colore, codici segreti che suscitano da sempre la curiosità degli studiosi e di tutti gli appassionati d’arte e mistero. Unici non solo per la loro straordinaria bellezza, molti dei capolavori artistici più famosi di tutti i tempi, trascinano con sé suggestione e ambiguità: basti pensare al Cenacolo di Leonardo, una delle opere più controverse e studiate di tutti i tempi, per comprendere quanto l’arte possa essere influenzata da enigmi, storie esoteriche, astrologia e quant’altro. Ma quali sono i dipinti più famosi che oltre ad ammirare possiamo anche ‘decifrare‘? Guardiamone insieme alcuni, quelli più conosciuti.

L’Isola dei morti. Dipinto avvolto da impalpabile mistero
L’Isola dei morti, il più conosciuto dipinto del pittore basilese Arnold Böcklin rappresenta una piccola isola rocciosa in un luogo sconosciuto. Tra il 1880 e il 1886 Böcklin eseguì ben cinque versioni del dipinto. Il dipinto mancante, la quarta versione dipinta nel 1884, fu distrutta a Berlino durante la Seconda guerra mondiale. Di tutte le versioni il tema comune è un rematore e una figura vestita di bianco in una piccola barca che scivola verso quest’isola misteriosa. Adolf Hitler, appassionato di occultismo, acquistò ad un’asta la terza versione della serie nel 1936 e la espose nel suo studio di Berlino. Di volta in volta l’isola è stata identificata con l’isola greca di Pontikonissi, con Capri, con Ischia e con l’isola San Giorgio, di fronte alle coste del Montenegro. Böcklin non disse mai se fosse un luogo reale o una sua invenzione. Pare che per dipingerla si ispirò al cimitero dove era sepolta sua figlia. Non fu nemmeno lui a dare al dipinto il nome di Isola dei morti. Venne chiamato così dal gallerista Fritz Gurrlit, che nel 1884 lo boecklinespose a Berlino. Arnold Böcklin (1827 – 1901) è stata una figura rappresentativa della storia dell’arte in Germania. Inizialmente fu un paesaggista ma, grazie ai frequenti viaggi in Italia, fu influenzato dal romanticismo: all’interno dello stile dell’Art Nouveau, fu un simbolista. La sua pittura si rivela mitologica: creature oniriche tra architetture classiche, simbolismi, allegorie e un richiamo spesso ossessivo alla morte. L’effetto è la creazione di mondi strani e fantastici. Questo è uno dei dipinti più impenetrabili della storia dell’arte, l’isola dei morti . Un quadro di cui esistono almeno cinque versioni, ognuna differente dall’altra per tonalità, ma non come soggetto.
Un dipinto che Hitler il dittatore nazista amava a tal punto da volerlo nella sua stanza di rappresentanza e dal quale non si separò mai, nemmeno in punto di morte, perché? Il dipinto di Bocklin non ha mai avuto, da parte dell’autore, una spiegazione né sulla tematica né sull’effettivo senso dell’opera. Sappiamo tuttavia che Bocklin era affascinato dalla mitologia nordica, dagli dei del Walhalla, dalle Valkirie, dai miti celtici e dalle complesse allegorie dei popoli di origine celtica. La stessa curiosità che spingeva il dittatore tedesco sempre alla ricerca delle radici della civiltà e cultura ariana. Un interesse e un’ammirazione che andavano dalla svastica, segno solare ridotto a rappresentazione della follia nazista, alla Heilige lunch, cioè la lancia del destino o di Longino), il centurione romano che trafisse il costato di Gesù proprio con quella lancia, per porre fine alle sue sofferenze terrene. Hitler inseguì nel corso della sua folle avventura tutti i simboli esoterici delle religioni celtiche, cattolica e non solo. Dal Graal all’Arca dell’alleanza, dal Vril alla Heilige lunch:una ricerca che ebbe molta importanza per il dittatore tedesco. Non fu un caso che in piena seconda guerra mondiale, venissero mandati in Tibet e in Egitto, in Francia e in Africa spedizioni importanti alla ricerca dei più importanti simboli della cristianità.
Perché tanto interesse per l’Isola dei morti?
Probabilmente nell’immaginario di Hitler, l’isola rappresenta il pantheon ideale, dove riposare per sempre, come un antico dio nordico venerato ma irraggiungibile dai comuni mortali. Il dipinto ha anche un qualcosa di dantesco, non dimenticando che Böcklin ha soggiornato anche a Firenze, come non si potrebbe vedere un Caronte che rema mestamente, mentre la bianca figura che si staglia dritta, non potrebbe essere Dante che si avvicina alla prima fermata dell’inferno? Oppure ad Avalon l’isola incantata, e l’uomo sulla barca Giuseppe d’Arimatea che porta il corpo di Gesù fasciato in un drappo bianco (la Sacra Sindone) a rinascere a nuova vita?

Van Gogh e la doppia tela: sotto la natura morta si celano due lottatori a torso nudo.
Un nuovo dipinto di Vincent van Gogh è stato scoperto in un museo olandese: dopo una serie di indagini approfondite, e grazie alla tecnica della cosiddetta macro-fluorescenza a raggi X adottata dagli esperti tedeschi dell’elettrosincrotrone di Amburgo Desy (Deutsche Elektronen-Synchrotrol) è stata trovata la tela di due lottatori a torso nudo nascosta sotto una natura morta.
DUPLICE TELA – Il dipinto «Natura morta con fiori di campo e rose» esposto al Museo Kröller-Müller nel villaggio di Otterlo, in Olanda, risale al 1886. Fino ad oggi l’opera era stata attribuita ad un pittore anonimo.
1-I-due-lottatori-sotto-un-quadro-dal-titolo-Natura-morta-con-fiori-di-campo-e-rose-di-Vincent-van-GoghIl museo privato aveva acquistato la grossa tela (100 per 80 centimetri) nel 1974. E già allora gli esperti sospettavano che potesse essere di van Gogh (1853-1890). Tuttavia, sul dipinto mancava la caratteristica firma del famoso pittore. Il formato era inoltre insolitamente grande per i suoi quadri di nature morte. Se nel 2003 un’attribuzione al pittore fu respinta, i dubbi e i misteri rimasero.
Proverbi Fiamminghi è un quadro dell’artista Bruegel
Il quadro rappresenta una serie di scene che ricordano tanti proverbi del suo paese. Alcuni sono particolarmente evidenti, ma gli studiosi del quadro ne hanno individuati ben 112 osservando attentamente tutte le scene del quadro, anche le più nascoste. E probabilmente non sono finiti, perché trattandosi di un quadro del ‘500 ci sta che alcuni proverbi si siano persi nel corso della storia e per questo sia difficile interpretare alcune scene presenti

Leonardo – La Vergine delle Rocce (Louvre, Parigi)
Dopo averne descritto il soggetto, l’incontro in Egitto tra i piccoli Gesù e Giovanni (tratto da un vangelo apocrifo) fanno notare la grande somiglianza tra i due bambini. Stranamente quello vicino all’angelo Uriel
leo8(il protettore di Giovanni) benedice l’altro, quello vicino alla Madonna, che identificano con Gesù. Anche qui ecco le mani disposte in complicati gesti dagli inquietanti significati: l’angelo indica Gesù ma allo stesso tempo distoglie lo sguardo dal bambino e si rivolge al pubblico, Maria tiene una mano che sembra l’artiglio di un rapace sopra la testa di Giovanni, esattamente al di sopra di quella dell’angelo. Immaginando una testa, la mano dell’angelo sembrerebbe di nuovo fare il gesto del taglio della gola, come fosse una premonizione della morte del profeta, e così via.

Leonardo – La Vergine delle Rocce (National Gallery, Londra)
Nella successiva versione, quella conservata alla National Gallery, i particolari considerati eretici scompaiono: i due bambini hanno ora l’aureola, Giovanni diventa quello abbracciato dalla Madonna, la mano di Maria è meno minacciosa, l’angelo non punta più il dito… Pare quasi che questa seconda composizione sia stata espurgata dagli elementi che rendevano la prima una specie di rebus esoterico. Da tutti questi indizi, Picknett e Prince deducono che Leonardo conoscesse la verità sulla storia di Cristo, verità nascosta dalla Chiesa Cattolica ma nota a società segrete che ne avrebbero tramandato la memoria e la tradizione occulta. Tra queste il Priorato di Sion, di cui Leonardo sarebbe stato Gran Maestro. Può essere vero tutto questo? oppure si tratta di illazioni fantasiose utili solo a rafforzare le ipotesi di complotto, altrimenti senza alcuna base documentale, azzardate da scrittori che propongono romanzi di fantastoria camuffati da saggistica?

Monnalisa: un codice nascosto nei suoi occhi
Il mistero di una delle opere più famose di Leonardo da Vinci riguarda solitamente il suo sorriso enigmatico; tuttavia, osservando gli occhi al microscopio, alcuni studiosi italiani hanno scoperto dei numeri e delle lettere che potrebbero rappresentare una sorta di ‘codice da Vinci‘ di vita reale: nell’occhio destro appaiono le lettere LV, che potrebbero indicare il suo nome, mentre nel sinistro vi sono alcuni simboli non facilmente definibili: forse una sigla, CE, o una lettera, B. Dietro la figura della donna, invece, sembrerebbero esserci dei numeri, 149, più un quarto che forse è stato cancellato: il che potrebbe suggerire il fatto che Leonardo abbia dipinto il quadro mentre era a Milano, nel 1490.

L’Ultima Cena: un puzzle matematico e astrologico
L’altro grande capolavoro leonardesco – da sempre al centro di controverse discussioni per i misteriosi messaggi che sembra contenere – è stato oggetto di studio del tecnico informatico Slavisa Pesci il quale pare abbia fatto una scoperta davvero straordinaria quanto insolita: sovrapponendo all’Ultima Cena l’immagine stessa del dipinto, capovolta e ribaltata, si vede apparire un altro disegno, in cui Giuda scompare, Gesù è vestito di rosso, le montagne sullo sfondo diventano le corone di due personaggi, Filippo sembra avere un bambino in braccio e al posto di San Bartolomeo appare un templare. Tanti altri particolari, invece, rimangono sorprendentemente identici. Una scoperta davvero eccezionale quella fatta da Pesci, che conferma ancora una volta l’incredibile genialità dell’artista toscano.ucena1
Sempre nello stesso dipinto, Giovanni Maria Pala, nel libro ‘La musica celata’, sostiene che le posizioni delle mani, insieme alle pagnotte di pane, possono essere interpretate come note di un pentagramma che, lette da destra a sinistra – com’era solito fare Leonardo – formano una vera e propria composizione musicale.
Convinta anch’essa che il capolavoro leonardesco nasconda una miriadi di messaggi da risolvere, Sabrina Sforza Galitza, sostiene di aver decifrato, nascosto nel dipinto, una sorta di puzzle matematico-astrologico, in base al quale Leonardo avrebbe previsto la fine del mondo durante un ‘diluvio universale’ che inizierà il 21 marzo del 4006 e terminerà il 1° novembre dello stesso anno, dando inizio così ad una nuova era.

La creazione di Adamo: il Dio-cervello di Michelangelo
Forse non tutti sanno che Michelangelo, oltre ad essere stato uno dei pittori e scultori più famosi di tutto il Rinascimento, è stato anche un esperto conoscitore di anatomia. Alcuni studiosi americani ritengono, 31913infatti, che l’artista abbai lasciato alcune illustrazioni anatomiche all’interno di una delle sue opere famose: gli affreschi che adornano la Cappella Sistina. Il gruppo di angeli che circondano la figura di Dio creerebbero, secondo le teorie americane, una sagoma indiscutibilmente simile alla sezione sagittale di un cervello. Una falsa chiave di lettura o un messaggio per i posteri? Certo è che se le intuizioni degli americani fossero veritiere sarebbe confermato il genio di Michelangelo da una parte, e riconosciuto il suo interesse per l’anatomia e per le concezioni neoplatoniche che proclamavano l’unità dell’uomo con Dio, dall’altra.

Madonna con Bambino e San Giovannino: un avvistamento UFO?
Il dipinto, esposto a nella Sala di Ercole a Palazzo Vecchio a Firenze, è stato oggetto di diverse attribuzioni – c’è chi dice che sia opera di Jacopo del Sellaio, chi di Sebastiano Mainardi, pittore della cerchia del Madonna-con-BambinoGhirlandaio – ma ciò che maggiormente fa discutere è la presenza, in alto dietro le spalle della Vergine, di uno strano oggetto volante che, secondo il parere di parecchi ufologi, sarebbe la testimonianza di un vero e proprio ‘incontro ravvicinato’. Nella scena dipinta, infatti, c’è un altro particolare interessante che confermerebbe l’ipotesi: un personaggio che, con una mano sulla fronte, guarda verso il cielo in direzione del misterioso oggetto. Con lui è un cane e anche l’animale ha lo sguardo rivolto verso l’alto.

Il profeta Zaccaria e il gesto poco elegante
L’affresco realizzato da Michelangelo nel 1508, fa parte della decorazione della volta della Cappella Sistina commissionata da papa Giulio II, con il quale, come è noto, l’artista era in pessimi rapporti. Gli storici hanno notato che dietro la figura del profeta, rappresentato con le sembianze del papa, uno dei due Angeli appoggiato alle sue spalle fa un gesto estremamente osceno: il piccolo, infatti, ha il pollice tra l’indice e il medio, un gesto che nell’antichità aveva lo stesso significato dell’odierno dito medio, utilizzato quando si vuole offendere qualcuno.

Davide e Golia: i segni mistici della Kabbalah
Secondo alcune teorie, il soffitto della Cappella Sistina che Michelangelo affrescò all’inizio del sedicesimo secolo, sarebbe in realtà, un ponte tra la fede cattolica romana e la religione ebraica. Molte delle figure dipinte, infatti, sarebbero rappresentazioni di lettere dell’alfabeto ebraico: come ad esempio ‘Davide e Golia‘, le cui sagome formerebbero la lettera gimel che nella tradizione della Kabbalah simboleggia la forza.
Proverbi fiamminghi: 112 idiomi che raccontano la vita quotidiana
Opera straordinaria di Pieter Bruegel il Vecchio, il dipinto, olio su tela datato 1559, ha come tema la rappresentazione moraleggiante dei vari proverbi popolari della cultura fiamminga, radunati tutti in un’unica ambientazione. Nella scena composta da Bruegel, dipinta con una precisione pazzesca, sono rappresentate tutte le attività umane ognuna delle quali rispecchia una riflessione sui vizi e le follie della natura umana. Il quadro tuttavia non è solo una critica alla società, ma è anche un omaggio alla immediatezza, all’ironia e alla ricchezza della saggezza popolare.

La cena in Emmaus: un codice di ‘silenzioso riconoscimento’ per i cristiani
In questo splendido dipinto Caravaggio raffigura il momento in cui Gesù Risorto si rivela a due discepoli nella città di Emmaus, per poi sparire definitivamente. La particolarità del quadro è l’ombra sul tavolo che sembra raffigurare un pesce, che, secondo gli studiosi, parrebbe indicare un codice di riconoscimento silenzioso per i cristiani, dato che è il simbolo utilizzato dalle prime comunità per identificare la propria religione.

Concludiamo la nostra carrellata di capolavori d’arte che celano codici segreti e messaggi misteriosi, con questo dipinto anonimo, Il ritratto del giovane Mozart, attribuito ad Antonio Lorenzoni. Nel quadro il giovane musicista viene rappresentato con la mano sinistra infilata dentro la giacca, un atteggiamento questo che qualcuno ha letto come simbolo massonico di dedizione alla causa o indicante un livello gerarchico.

Fonti:
http://loscrignodelmistero2.webnode.it
http://www.renneslechateau.it/
http://www.corriere.it/cultura (Elmar Burchia)
http://old.ticinolive.ch/
[email protected]

About The Author

Tommy.Cantafio

Presidente & Fondatore dell'A.C.I.M.S MisteriDellaStoria.com Specialista IT Microsoft, programmatore e Web-designer. Nel tempo libero mi dedico alle mie due più grandi passioni; ovvero la storia e l’informatica; tanto che ho deciso di realizzare questo sito. Mi avvalgo di quelle che sono le mie ” potenzialità ”di progettatore e web designer e collaboro con i miei più fidati amici.

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